
“Dove vanno a finire le canzoni quando smettiamo di cantarle?”
Elio e le Canzoni vagabonde è un format narrativo e musicale originale di San Marco APS, dedicato alla restituzione del patrimonio orale attraverso il linguaggio della fiaba. Nato dalle attività di ricerca sul campo e dalla raccolta di testimonianze, racconti e canti della tradizione popolare, il progetto trasforma repertori orali e memorie comunitarie in storie musicali capaci di parlare a bambini, adulti e anziani, mantenendo vivo il legame tra ascolto, immaginazione e memoria collettiva.
Le fiabe intrecciano narrazione, musica originale e tradizione orale, creando uno spazio di ascolto condiviso in cui il canto diventa racconto e il racconto ritorna voce.
Le fiabe sonore di “Elio e le canzoni vagabonde” nascono da canti e testimonianze raccolti sul campo, tra cui:
“Parole nel vento”

Fiaba sonora ispirata al canto popolare minturnese “O’ vento che ce tuzzela la porta”, costruita a partire dai racconti e dalle testimonianze di Rosa Simeone.
Una narrazione che attraversa il mare, l’arte dell’attesa e la memoria delle comunità costiere.
Testi di Mayra Di Rienzo, Antonio Di Rienzo.
Musiche originali di Antonio Di Rienzo, Luigi Mattacchione.
Progetto audio video di Roberta Nolè.
E altre fiabe sonore attualmente in fase di sviluppo e ricerca.
Tra le quali:
“La vite e il tempo giusto”

Tratta dal canto popolare minturnese “Quanno Sant’Anna agl’orteceglio andava”, nasce dai racconti di Aida e Augusta. Una storia dedicata al tempo della natura, alla crescita, al desiderio di costruire e alla trasmissione dei saperi legati alla vita, alla terra e alla vigna.
“La casa della bon’ora”

Ispirata al canto popolare di questua “Oggi è Calemme”, prende forma dai racconti di Antonio Tuccillo. Una fiaba che attraversa il senso del buon auspicio, dell’augurio e della comunità, custodendo la memoria dei rituali popolari legati al tempo del nuovo che ritorna.
Gli obiettivi del progetto sono:
- riattivare il patrimonio orale attraverso una forma narrativa accessibile anche ai più giovani;
- stimolare nuove ricerche, invitando le comunità a riconoscere, custodire e condividere altre memorie ancora latenti.